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KV16
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top
mwegKV16 (mwewKings' mwfaValley mwfq16)cite-ref-2[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della mwggValle dei Re in mwgwEgitto; era la tomba del mwhafaraone mwhqRamses I, primo sovrano della mwhgXIX dinastia.

Contents

Storia
Note
Fonti

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Storia

Scoperta e scavata da mwjwGiovanni Battista Belzoni, per conto di mwkaHenry Salt, nel mwkq1817, venne rilevata e mappata nel mwkg1825 da mwkwJames Burton. Rilievi epigrafici eseguiti nel mwla1828-mwlq1829 a cura della spedizione franco-toscana di mwlgIppolito Rosellini e, successivamente, da mwlwKarl Richard Lepsius nel mwma1844-mwmq1845. Nel mwmg1957 mwmwAlexandre Piankoffcite-ref-3[N 2] la sottopose a rilevazioni fotografichecite-ref-4[2].

Architettura e decorazioni

KV16 si sviluppa con mwpgandamento tipico delle tombe della XIX dinastia. Una prima scalinata d’entrata adduce ad un corridoio in piano; da questo, una seconda ripida scala porta ad un corridoio in forte pendenza che termina con una scala nelle cui pareti sono abbozzate due nicchie laterali che, forse, dovevano essere espanse in una camera. Al termine di questa scala si apre, direttamente, la camera funeraria, non preceduta da anticamera, che presenta tre piccoli annessicite-ref-5[3] e al centro della quale, con andamento ortogonale rispetto all’asse della tomba, si trova il sarcofago in granito rosso.

Nonostante il regno di Ramses I sia durato forse solo due anni, il che giustificherebbe le piccole dimensioni della tomba (meno di 150 m²), sotto il profilo decorativo KV16 presenta, nella sola camera funeraria, dipinti parietali di ottima fattura e molto ben conservati che ricordano stilisticamente quelli della mwraKV57 di mwrqHoremheb (predecessore di Ramses I): anche in questo caso il colore di sfondo è l’azzurro-grigio e stesse sono le tonalità dei colori particolarmente brillanti tanto che si è ipotizzato che le maestranze che realizzarono le due tombe siano state le stessecite-ref-6[4]cite-ref-7[5].

Come nella KV57, inoltre, nella camera funeraria sono rappresentati capitoli del mwtwLibro delle Porte. Data la particolare bellezza dei dipinti nella camera funeraria, nonostante i danni causati da ripetute inondazioni, se ne riporta lo sviluppo, da sinistra entrando verso destra: Ramses in presenza di mwuaPtah e di un pilastro mwuqDjed; il re tra gli dei mwugHor-sa-Iset e mwuwAnubi e il capitolo relativo alla Quarta Ora del Libro delle Porte; una divinità con la testa di ariete, il dio mwvaOsiride e la dea serpente Nesert, nonché il capitolo della Terza Ora del Libro delle Porte; Ramses I con la personificazione delle città di Pe (nel Basso Egitto) e mwvgNekhen (nell’Alto Egitto)cite-ref-8[N 3] dinanzi al dio mwwwAtum e ad altre divinità; il dio Atum che combatte il serpente mwxaApopi e la barca di mwxqRa che, protetto dal benefico serpente mwxgMehen, avanza nell’aldilà accompagnato dagli dei della conoscenza, mwxwSia, e della magia, mwyaHeka; il re offre vino al dio mwyqNefertumcite-ref-9[6].

Il sarcofago, in granito rosso, presentava decorazioni e testi, non incisi, ma realizzati frettolosamente, a giudicare dai molteplici errori testuali, in colore giallo. A causa delle inondazioni subite dalla tomba, almeno la metà dei testi è andata persa. Lo sviluppo risente degli influssi testuali e artistici della mwzwXVIII dinastia. Il coperchio, di dimensioni più piccole di quanto ipotizzabile, date le misure della cassa, sembrerebbe di riuso e presenta una forma mwaabombata.

Ritrovamenti

La tomba fu soggetta, in antico, a più saccheggi forse durante la mwawXX o la mwbaXXI dinastia. All’atto della scoperta, il coperchio del sarcofago di granito rosso era stato rimosso e presentava chiari segni dei leveraggi utilizzati per sollevarlo; al suo interno vennero rinvenute due mummie di sepolture successive senza alcuna possibilità identificativa. All’interno della KV16 vennero inoltre rinvenute anche alcune statue lignee, tra cui due figure, a grandezza naturale, simili a quelle poi rinvenute nella mwbqKV62 di mwbgTutankhamoncite-ref-10[N 4].

Per quanto attiene al corpo del re, onde sottrarlo ad ulteriori saccheggi, questo era stato traslato dapprima, verosimilmente, nella mwdaKV17 di mwdqSethy II e poi, nell’anno decimo del faraone mwdgSiamon (XXI dinastia) nel nascondiglio (cache) di mwdwDeir el-Bahari, mweaDB320. Da qui, nel mweq1871, la famiglia di tombaroli Abd el-Rassul (che aveva scoperto la cache) mise sul mercato illegale di mwegLuxor la mummia di Ramses I che venne acquistata dall’uomo d’affari canadese James Douglascite-ref-11[N 5] che a sua volta, ignaro dell’appartenenza al re, la vendette ad un museo canadese. Solo nel 1999 la mummia venne identificata e rivenduta al "Michael C. Carlos Museum" di mwfwAtlanta. Questo, a sua volta, restituì il corpo all’Egitto, a titolo gratuito, nel mwga2003cite-ref-12[7]. Attualmente la mummia si trova al Museo di Luxor.

Galleria d'immagini

Note

Annotazioni

cite-note-2N 1. Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da mwvgJohn Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla numero 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta.
cite-note-3N 2. Alexandre Piankoff (1897-1966), archeologo ed egittologo francese specializzato in epigrafia.
cite-note-8N 3. Tradizionalmente le due città simboleggiavano le Due Terre e incarnavano le anime dei re defunti.
cite-note-10N 4. Le due statue di "guardiani" rinvenute nella tomba di Tutankhamon, poste ai lati della porta murata che dava accesso alla camera funeraria, vennero catalogate da Carter con i numeri 22 e 29.
cite-note-11N 5. James Douglas (1837 – 1918), ingegnere e uomo d’affari canadese; appassionato di viaggi, frequentò molto l’Egitto da cui riportò numerose mummie vendendole a musei del nord America. Una di queste, venduta al museo di Niagara Falls, apparteneva a ramses I.

Fonti

cite-note-42. mw1qTheban Mapping Project.
cite-note-53. Theban Mapping Project.
cite-note-64. Nicholas Reeves e Richard Wilkinson (2000), mw3aThe complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, p. 134.
cite-note-75. Alberto Siliotti, mw4aGuida alla Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2000, p. 50.
cite-note-96. Alberto Siliotti (2000), p. 50.
cite-note-127. mw5wmw6amw6qEgypt's 'Ramses' mummy returned, su mw6gnews.bbc.co.uk.

Bibliografia

• citerefreeves-wilkinson-2000(EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
• citerefjacq-1998Christian Jacq, La Valle dei Re, traduzione di Elena Dal Pra, O. Saggi, n. 553, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-44270-0.
• mw8aAlessandro Bongioanni, Luxor e la Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0109-0.
• mw8gAlberto Siliotti, La Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0121-X.
• mw9aAlberto Siliotti, Guida alla Valle dei Re, ai templi e alle necropoli tebane, Vercelli, White Star, 2010, ISBN 978-88-540-1420-6.
• mw9gErik Hornung, La Valle dei Re, traduzione di Umberto Gandini, ET Saggi, n. 1260, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 88-06-17076-7.
• mw-aAlessandro Roccati, L'area tebana, Quaderni di Egittologia, n. 1, Roma, Aracne, 2005, ISBN 88-7999-611-8.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su KV16

Collegamenti esterni

• mwaqe(EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato il 23 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).
• mwaqmhttp://www.azarchivesonline.org/xtf/view?docId=ead/ahssd/ms1031.xml;query=
• mwaquCanada's favourite mummy hunter returns, su niagarafallsreview.ca (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2017).
• mwaqcEgypt's 'Ramses' mummy returned, su news.bbc.co.uk.